Ecco perché passare il Capodanno in Giappone è un’ottima idea

Il Giappone è una destinazione che incuriosisce e intriga in qualsiasi periodo dell’anno, ma visitarlo tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio permette di entrare in contatto con un aspetto della cultura locale che difficilmente si percepisce in altri momenti. Il Capodanno, infatti, è una delle ricorrenze più importanti del calendario giapponese e viene vissuto in maniera piuttosto diversa rispetto a quanto siamo abituati a vedere in Europa. Inoltre, siamo lontani dai picchi del flusso turistico della fioritura dei ciliegi e del foliage autunnale. Questo consente di vivere la destinazione con meno turisti e un ritmo più disteso durante i giorni di permanenza in Giappone.

Tokyo negli ultimi giorni dell’anno

La capitale giapponese, a fine dicembre, è completamente immersa nell’atmosfera delle feste. Le illuminazioni invernali interessano diversi quartieri della città e le grandi zone commerciali sono anche più frequentate e scintillanti del solito. Shinjuku e Shibuya sono probabilmente i luoghi in cui questa atmosfera si percepisce meglio: insegne luminose, maxischermi, locali, stazioni attraversate continuamente da migliaia di persone e quella sensazione di movimento permanente che è diventata una delle immagini più riconoscibili della capitale.

Vale la pena però concedersi il tempo di osservare anche una Tokyo meno iconica e celebrata. Dove? A Shinjuku, per esempio. Qui, basta entrare tra gli stretti vicoli di OmoideYokocho per ritrovarsi tra minuscoli ristoranti e izakaya, tipici locali giapponese simili alle nostre osterie. Kabukicho è una buona idea per un itinerario in una zona meno nota. Essa mostra il volto più acceso e notturno del quartiere. A Shibuya, invece, il celebre attraversamento pedonale è quasi una tappa obbligata, soprattutto per chi visita la città per la prima volta. Se è innegabile che qui manca l’effetto sorpresa, è pero altrettanto vero che ci si sente parte di un qualcosa di molto grande e coinvolgente.

È proprio in queste zone che il nostro itinerario Speciale Capodanno – Discovery Giappone prevede di trascorrere la serata del 31 dicembre, dopo una giornata dedicata alla visita della capitale, dal Santuario Meiji al Tempio di Asakusa, fino alla Tokyo Skytree, Omotesando e Harajuku.

Il Capodanno giapponese non si esaurisce solo nei festeggiamenti del 31 sera. Esso si articola infatti in una serie di esperienze e rituali che vale la pena raccontare.

Il Capodanno secondo la tradizione giapponese

In Giappone il nuovo anno prende il nome di Oshōgatsu ed è accompagnato da consuetudini molto diverse dal classico cenone e dal brindisi di mezzanotte. Una delle più conosciute è il Joya no Kane: nella notte del 31 dicembre le campane dei templi buddhisti suonano per 108 volte. I rintocchi rappresentano simbolicamente le passioni e i desideri terreni dai quali liberarsi prima dell’inizio del nuovo anno.

Nei primi giorni di gennaio arriva invece il momento dell’Hatsumōde, la prima visita dell’anno a un santuario shintoista o a un tempio buddhista. È una tradizione ancora molto sentita: milioni di giapponesi raggiungono i luoghi di culto per pregare, esprimere un desiderio e augurarsi fortuna e prosperità. Templi e santuari normalmente associati a un’atmosfera più raccolta diventano così luoghi particolarmente frequentati, con famiglie, gruppi di amici, bancarelle e persone in attesa del proprio turno per la prima preghiera dell’anno.

Anche la tavola segue le tradizioni del periodo. La sera del 31 dicembre si mangiano i toshikoshisoba, spaghetti di grano saraceno il cui nome richiama proprio il “passaggio dell’anno” e che sono associati alla longevità. Nei primi giorni di gennaio si consuma invece l’osechiryōri, composto da diverse preparazioni tradizionali sistemate in eleganti scatole sovrapposte. Gli ingredienti vengono scelti anche per il loro valore simbolico e possono richiamare salute, prosperità e felicità familiare.

Sono tradizioni che aiutano anche a capire un aspetto interessante del Giappone: persino nelle città più moderne del paese, rituali molto antichi continuano ad avere un ruolo importante nella vita di milioni di persone.

Attraversando le diverse anime del Giappone

Non bisogna concentrarsi tuttavia solo sulle grandi metropoli. Il Giappone è un paese che rivela tante sorprese in base a dove ci si trova.

A Kanazawa, per esempio, si incontra il Giappone legato all’epoca feudale, mentre Kyoto concentra alcuni dei luoghi più rappresentativi della cultura tradizionale giapponese. Qui si trovano il Kinkakuji, il celebre Padiglione d’Oro, e il Ginkaku-ji, il Padiglione d’Argento. Altra tapppa qui imperdibile è Arashiyama, dove si può invece passeggiare nella famosa foresta di bambù e visitare il Tempio Tenryuji. Il viaggio prosegue poi verso Nara, l’antica capitale, con il Tempio Todaiji, il Santuario Kasuga e il grande parco conosciuto per i cervi che si muovono liberamente tra i visitatori.

Tornati a Kyoto, un altro luogo da non perdere è il Fushimi Inari, riconoscibile per la lunga successione di torii rossi che risale il fianco della montagna. La sera, invece, quartieri come Gion e Pontocho permettono di vedere una Kyoto completamente diversa: strade più raccolte, edifici bassi in legno, ristoranti e locali che conservano un’atmosfera lontanissima da quella incontrata pochi giorni prima a Tokyo. Con un po’ di fortuna si possono anche vedere delle geishe, una delle esperienze più immersive in un viaggio organizzato in Giappone.

Il percorso si snoda verso Hiroshima, con il Parco e il Museo Memoriale della Pace, e Miyajima, dove si trova il Santuario di Itsukushima, per concludersi a Osaka, città moderna e vivace, particolarmente conosciuta anche per la sua cultura gastronomica e le serate particolarmente divertenti.

A collegare buona parte di queste tappe è un altro simbolo del Giappone contemporaneo: lo Shinkansen. Viaggiare sui celebri treni ad alta velocità non rappresenta soltanto un modo pratico per spostarsi, ma diventa parte stessa dell’esperienza, soprattutto per chi visita il Giappone per la prima volta.

Il Giappone a Capodanno con Guiness Travel

Scegliere di visitare il Giappone con Guiness Travel durante il Capodanno permette quindi di unire due esperienze: da un lato scoprire alcune delle località più rappresentative del paese, dall’altro farlo in un periodo in cui tradizioni e vita quotidiana assumono caratteristiche particolari e uniche.

Per tutta la durata del tour, come di consueto, è prevista la presenza dell’accompagnatore Guiness Travel in partenza dall’Italia, disponibile anche durante i momenti liberi, mentre il gruppo è limitato a un massimo di 30 partecipanti. Il Japan Rail Pass è incluso e le principali visite di Tokyo, Kyoto e Nara vengono effettuate con guide locali parlanti italiano.